Trasparenza dell’IA nel vostro negozio online

Dal 2 agosto 2026 il tuo ecommerce deve informare quando un’immagine, un video o un audio generato con l’IA sembra reale e quando una persona interagisce con un sistema di IA. Questa guida spiega che cosa segnalare, dove collocarlo e quali usi vanno rifatti.

Guida per i negozi Shopify e WooCommerce

Questa guida serve ad applicare gli obblighi di trasparenza dell’IA sulle due piattaforme di ecommerce più usate dai nostri clienti.

Shopify

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WooCommerce

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Questo documento spiega che cosa impone la normativa europea sull’IA a partire dal 2 agosto 2026, che cosa resta fuori e che cosa fare in ogni punto di un negozio online. Non è una consulenza legale: nelle decisioni con esposizione sanzionatoria conviene farlo validare dal vostro consulente legale.

Che cosa cambia per il vostro negozio

Dal 2 agosto 2026 bisogna informare quando un’immagine, un video o un audio generato con l’IA somiglia a qualcosa di reale al punto da poter essere scambiato per autentico, e quando una persona sta parlando con un sistema di IA.

In un negozio online tutto questo si concentra in pochissimi punti: la scheda prodotto, le immagini di campagna, la chat di assistenza e le recensioni. Il resto del vostro uso dell’IA (descrivere prodotti, tradurre, ottimizzare, segmentare) non richiede alcun avviso.

C’è un secondo livello che di solito conta più del primo: la normativa sui consumatori. Un’immagine che fa sembrare il prodotto diverso da quello che arriva a casa è pubblicità ingannevole, con o senza etichetta. E le recensioni false sono vietate a prescindere da come siano state scritte.

La regola in una frase

Se l’immagine influenza la decisione d’acquisto e non è fedele a ciò che spedirete, il problema non si risolve etichettando: si risolve cambiando l’immagine.

I quattro obblighi della norma, e chi risponde di ciascuno

L’errore più comune è trattarlo come un obbligo unico. Sono quattro, e ciascuno ricade su un soggetto diverso.

ObbligoSu chi ricadeChe cosa significa nella pratica
Che la persona sappia di interagire con un sistema di IA, salvo che sia evidente dal contestoChi fabbrica il sistemaSiete voi a scegliere e configurare lo strumento, e da voi dipende il messaggio di benvenuto. Se mettete il vostro marchio su un sistema di terzi e lo presentate come proprio, potete essere considerati fornitori
Marcare gli output in un formato leggibile dalla macchinaChi fabbrica lo strumento generativoNon è un vostro obbligo crearla, ma conviene non distruggerla: esportare o ricomprimere può cancellare i metadati di origine
Informare quando si usano sistemi di riconoscimento delle emozioni o di categorizzazione biometricaChi lo utilizza, cioè voiRiguarda l’analisi del tono o dell’espressione facciale. Dedurre le emozioni di dipendenti o studenti è direttamente vietato da febbraio 2025
Dichiarare i deep fake e il testo generato con l’IA pubblicato su questioni di interesse pubblicoChi lo utilizza, cioè voiÈ l’obbligo che vi riguarda in pieno

L’informazione deve essere fornita in modo chiaro e distinguibile, al più tardi al momento della prima esposizione, e deve essere accessibile.

Che cos’è esattamente un deep fake

La norma lo definisce come contenuto di immagine, audio o video generato o manipolato con l’IA che somiglia a persone, oggetti, luoghi, entità o fatti esistenti e che apparirebbe autentico a chi lo guarda.

Conviene rileggerlo due volte: non parla solo di persone famose. Parla di oggetti, luoghi e fatti. La ricostruzione di un prodotto, di un locale o di una situazione reale rientra in questa definizione. Un’illustrazione chiaramente stilizzata o una scena impossibile, no.

Tre eccezioni che evitano complicazioni

  1. Editing standard. Correggere il colore, togliere il rumore, aumentare la risoluzione, ritagliare o eliminare uno sfondo senza alterare il significato non fa scattare alcun obbligo.
  2. Revisione umana, solo per il testo. Se il testo passa da una revisione o da un controllo editoriale e una persona o un’azienda si assume la responsabilità della pubblicazione, non serve avvisare.
  3. Contenuti precedenti al 2 agosto 2026. Non bisogna rietichettare ciò che è già pubblicato. Per il testo conta la data di pubblicazione.

Come decidere: tre domande, quattro esiti

Domanda 1. Il contenuto rappresenta qualcosa o qualcuno che esiste, in modo tale da poter sembrare autentico?

Domanda 2. Un avviso risolve il problema, o il problema è che il contenuto afferma qualcosa di falso?

Domanda 3. C’è una persona identificabile che ha davvero revisionato e che risponde di ciò che viene pubblicato?

EsitoChe cosa significa
Nessun avvisoUso strumentale dell’IA. Si pubblica normalmente
Avviso obbligatorioLa norma lo impone. Non si pubblica senza
Avviso consigliabileLa norma non lo impone, ma il rischio commerciale o reputazionale lo consiglia
RifareNessuna etichetta corregge il problema, perché il problema è l’inganno o la mancanza di diritti

Come si scrive e dove si colloca l’avviso

La norma chiede che l’informazione sia chiara, distinguibile e accessibile, e che sia disponibile prima che la persona interpreti ciò che vede. Questo esclude la maggior parte degli avvisi che circolano oggi.

Non va bene: una riga nel piè di pagina, una menzione nell’informativa sulla privacy o nelle condizioni, un testo che compare per mezzo secondo in un video, un watermark coperto dall’interfaccia o un avviso che sparisce quando il contenuto viene scaricato o condiviso.

Va bene: un avviso sul contenuto stesso, visibile alla prima esposizione, collocato dove nulla lo copre, incorporato nel contenuto ogni volta che è possibile, in linguaggio semplice e con alternativa testuale per gli screen reader.

Icone ufficiali dell’UE

La Commissione europea propone tre varianti di esempio nella sua pagina ufficiale sulle icone di etichettatura dei contenuti generati con l’IA. Il loro uso è facoltativo e non dimostra di per sé il rispetto dell’articolo 50: l’importante è che l’avviso sia chiaro, visibile e accessibile.

Icona dell'Unione europea per i contenuti generati o manipolati con l'IA, versione base
Base: quando si usa l’IA in un contenuto generato o manipolato e la si accompagna con un’etichetta o un secondo livello informativo.
Icona dell'Unione europea per i contenuti generati interamente con l'IA
Generato interamente: quando tutto il contenuto è stato generato con l’IA, senza elementi creati da una persona né revisione editoriale.
Icona dell'Unione europea per i contenuti modificati parzialmente con l'IA
Modificato parzialmente: quando un contenuto creato da una persona è stato alterato in parte con l’IA.

La Commissione europea ha pubblicato una serie di icone gratuite, di libero utilizzo e senza obbligo di attribuzione, in SVG e PNG. Sono facoltative e funzionano meglio accompagnate da un testo che da sole. Ci sono tre varianti: base, generato interamente con IA e modificato parzialmente con IA. Usarle non attesta di per sé la conformità.

Formule che funzionano

SituazioneFormula
Immagine di prodotto o servizio“Immagine generata con IA. Ricostruzione non fotografica.”
Spazio, locale o struttura“Ricostruzione generata con IA. Non corrisponde a una fotografia del locale.”
Video con portavoce sinteticoDidascalia nei primi secondi e sovraimpressione permanente: “Portavoce virtuale generato con IA.”
Audio o voce clonataAvviso parlato all’inizio: “Voce generata con IA con l’autorizzazione della persona.”
Chat o assistentePrimo messaggio: “Sono l’assistente virtuale di [marca]. Rispondo con l’intelligenza artificiale. Puoi chiedere di parlare con una persona in qualsiasi momento.”
Testo informativo senza revisioneIn testa, non a piè di pagina: “Testo generato con IA. Pubblicato senza revisione editoriale.”
Social networkEtichetta nativa della piattaforma e, in aggiunta, avviso dentro la creatività, perché l’etichetta nativa si perde quando il contenuto viene ricondiviso

Superficie per superficie

Scheda prodotto (PDP)

SituazioneChe cosa fare
Foto del prodotto generata con l’IA, fedele all’articolo reale (stesso materiale, colore, finitura, proporzioni)Non richiede avviso. Consigliamo di indicarlo comunque nei negozi di artigianato, alimentari o materiali pregiati, dove l’aspettativa di una fotografia reale è alta
Prodotto su sfondo generato o in ambientazione sinteticaNon richiede avviso se il prodotto non viene alterato
Prodotto ritoccato al punto da sembrarne un altro (più lucido, più voluminoso, con una texture diversa, con una porzione maggiore)Si rifà. È un rischio di pubblicità ingannevole e di resi
Modello umano generato che indossa il capoAvviso consigliato e, se il modello somiglia a una persona reale, obbligatorio. Aggiungete sempre le misure reali del capo e la taglia indossata dal modello
Video di prodotto con dimostrazione generata di una funzionalitàAvviso obbligatorio se sembra una ripresa reale d’uso
Render 3D di prodotto già esistenti prima di agosto 2026Non bisogna rietichettare i contenuti precedenti a quella data
Descrizione, elenchi puntati e scheda tecnica scritti con l’IANon richiede avviso. Richiede che i dati siano veri: composizione, misure, origine, garanzie

Categoria, home e campagne

SituazioneChe cosa fare
Banner o header con scena generata, senza prodotto identificabileNessun avviso
Scena con “clienti” sintetici che usano il prodottoAvviso nella creatività
Ricostruzione del negozio fisico, del laboratorio o del magazzinoAvviso obbligatorio: è un luogo reale rappresentato senza esserlo
Contenuto di fantasia evidente (mondo impossibile, stile illustrazione)Nessun avviso, o menzione minima se ci sono elementi iperrealistici

Recensioni, valutazioni e contenuti dei clienti

SituazioneChe cosa fare
Recensioni generate con l’IAVietato. È una pratica sleale, con o senza avviso
Sintesi automatica di recensioni reali nella schedaAvviso: “Sintesi generata con IA a partire da recensioni verificate”
Risposte alle recensioni scritte con l’IA e revisionate prima della pubblicazioneNessun avviso
Foto di clienti ricostruite o migliorate con l’IAAvviso, e consenso della persona
Verifica che chi recensisce abbia davvero acquistatoObbligo sempre più stringente nella normativa sui consumatori. Verificate che cosa fa la vostra app di recensioni

Chat, assistente all’acquisto e post-vendita

SituazioneChe cosa fare
Chat di assistenza con IAAvviso obbligatorio nel primo messaggio, e passaggio a una persona sempre disponibile
Assistente di raccomandazione di prodotto o di tagliaAvviso obbligatorio, più un’avvertenza che la raccomandazione è indicativa
Bot di WhatsApp per il tracciamento degli ordiniAvviso obbligatorio all’inizio della conversazione
Avatar dall’aspetto umano nella chatAvviso obbligatorio e rafforzato: più sembra umano, più deve essere chiaro che non lo è

Email, automazioni e annunci

SituazioneChe cosa fare
Email di carrello abbandonato, benvenuto o post-vendita scritte con l’IANessun avviso
Immagine di prodotto generata dentro l’emailStesso criterio della scheda prodotto
Annunci sui social con creatività generataAvviso dentro la creatività, oltre all’etichetta nativa della piattaforma
Personalizzazione di prezzi o offerte tramite algoritmoNon rientra nell’articolo 50, ma rientra negli obblighi di informazione al consumatore sul prezzo personalizzato

Dove si implementa nella pratica

  • Shopify. L’avviso può stare come testo sopra l’immagine, in un blocco del tema sotto la galleria, in un metacampo riutilizzabile per prodotto o nel blocco di contenuto arricchito. Evitate di metterlo solo nella descrizione lunga: molte persone non scorrono fin laggiù.
  • WooCommerce. Blocco riutilizzabile nel template di prodotto, attributo globale visibile o testo incorporato nell’immagine stessa. Attenzione ai plugin di ottimizzazione delle immagini che riscrivono i file.
  • In entrambi i casi. Se l’avviso vive solo nel tema, sparisce quando l’immagine viene condivisa, scaricata o inviata a un comparatore o a un feed di prodotto. Per i contenuti più a rischio, incorporatelo nell’immagine.

Quattro verifiche prima di pubblicare

  1. L’immagine corrisponde a ciò che riceverà la persona che acquista?
  2. Chi vede questo contenuto potrebbe pensare che sia una fotografia reale di qualcosa di reale?
  3. L’avviso si vede prima di decidere, e resta lì se l’immagine viene condivisa?
  4. C’è qualcuno di identificato che ha revisionato e approvato il contenuto?

Come lo mettiamo in pratica

PassoContenutoChi
1. InventarioElencare dove c’è oggi l’IA in ogni canale: schede, creatività, chat, automazioni, app di terziImpulsa3 con il vostro team
2. ClassificazioneFar passare ogni uso dalle tre domande e tenere solo ciò che risulta “avviso” o “rifare”Impulsa3
3. Aggiustamenti rapidiMessaggio di benvenuto della chat, passaggio a una persona, avvisi sui contenuti attivi più a rischioImpulsa3
4. ModelliFormule di avviso per canale e blocco riutilizzabile nel templateImpulsa3
5. RegistroUna riga per ogni contenuto pubblicato: quale strumento, che cosa ha fatto l’IA, quale avviso riporta e chi ha approvatoEntrambi
6. FormazioneSessione breve di alfabetizzazione in materia di IA per il team. È un obbligo di legge da febbraio 2025 e conviene poterla dimostrareImpulsa3

Sul registro: bastano otto campi in un foglio. Contenuto e URL, data di pubblicazione, strumento e versione, che cosa ha fatto esattamente l’IA, esito della decisione, testo letterale dell’avviso e dove si trova, chi ha revisionato e chi ha approvato, e le autorizzazioni di immagine o voce quando ci sono persone. Non si conservano dati personali non necessari né le varianti scartate.

Fonti

Normativa e documentazione ufficiale consultata il 1 agosto 2026.

  1. Regolamento (UE) 2024/1689 (Regolamento europeo sull’IA), articolo 50. Obblighi di trasparenza. Testo ufficiale sul servizio della Commissione europea: https://ai-act-service-desk.ec.europa.eu/en/ai-act/article-50
  2. Regolamento (UE) 2026/1744, dell’8 luglio 2026 (Omnibus digitale sull’IA). Pubblicato nella GUUE il 24 luglio 2026, in vigore dal 27 luglio 2026. Rinvia gli obblighi sull’alto rischio e concede fino al 2 dicembre 2026 per la marcatura tecnica dei sistemi già immessi sul mercato. Non rinvia l’articolo 50. https://www.boe.es/buscar/doc.php?id=DOUE-L-2026-81147
  3. Commissione europea. Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati con l’IA, pubblicato il 10 giugno 2026 e considerato strumento volontario adeguato dalla Commissione e dal Comitato europeo per l’IA l’8 e il 9 luglio 2026. https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/code-practice-ai-generated-content
  4. Commissione europea. Linee guida sugli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 (versione finale). https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/guidelines-transparency-ai-generated-content
  5. Icone ufficiali dell’UE per etichettare i contenuti generati con l’IA, con regole di collocazione, accessibilità e licenza di libero utilizzo. https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/eu-icons-labelling-ai-generated-content
  6. Progetto di legge organica per il buon uso e la governance dell’intelligenza artificiale. Bollettino Ufficiale delle Cortes Generales, Congresso, Serie A, n. 97-1, del 12 giugno 2026. In iter parlamentare: designa l’AESIA come autorità centrale e definisce il regime sanzionatorio. https://www.congreso.es/public_oficiales/L15/CONG/BOCG/A/BOCG-15-A-97-1.PDF
  7. Legge 10/2025, del 26 dicembre, che regola i servizi di assistenza alla clientela. BOE n. 312, del 27 dicembre 2025. In vigore dal 28 dicembre 2025, con dodici mesi di adeguamento. https://www.boe.es/buscar/act.php?id=BOE-A-2025-26698